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Cos'è il C.A.M.A.P
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La storia del C.A.M.A.P.:


In sintesi

CAMAP - Comitato per la costituzione del Coordinamento delle Realtà di Auto Aiuto, Auto Mutuo Aiuto e delle Comunità Multifamiliari del Piemonte

In data 14 dicembre 2002 si è costituito a Torino il C.A.M.A.P. - Comitato per la costituzione del Coordinamento delle Realtà di Auto Aiuto, Auto Mutuo Aiuto e delle Comunità Multifamiliari del Piemonte.

La nascita del C.AM.A.P. è stata frutto di un lavoro avviato il 1° giugno 2002, a seguito di una Giornata di Studio sui temi dell'auto aiuto "I fili e i segni dell'Auto Aiuto".

L'identità e l'originalità delle esperienze piemontesi, organizzata dalla Fondazione Ruffini ONLUS, dall'Univol CSV di Torino e dall'Associazione Dialogos, patrocinata dalla Provincia e dal Comune di Torino.

Durante questa giornata è emerso il bisogno condiviso di un coordinamento tra le realtà del territorio, che permettesse un maggiore scambio di informazioni, di esperienze, di incontro.

Con questi obbiettivi, nella stessa giornata sono stati costituiti due Gruppi di Lavoro, con i compiti specifici di:

  • elaborare la bozza di statuto del Comitato
  • avviare una mappatura del territorio, tappa necessaria per implementare la comunicazione tra i gruppi e verso l'esterno.

La prima bozza di statuto è stata presentata ai gruppi AMA e alle Associazioni durante la manifestazione "Ability Tecn Help" tenutasi a Torino il 9, 10, 11 novembre 2002. In questa sede è stata discussa e sono state apportate delle modifiche su proposta dei gruppi presenti.

La mappatura, finanziata dall'Univol CSV di Torino, ha permesso di individuare numerosi  gruppi esistenti sul territorio.

I dati della mappatura saranno disponibili in questo sito, ora in fase di rinnovamento.

L' incontro del 31/03/2007 ha determinato una svolta significativa dell'organizzazione, non più "Comitato" ma "Coordinamento".

L'attuale  costituzione è descritta nella sezione "Cos'è il C.A.M.A.P."


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I dettagli - Angelo MOLTINI Presidente del C.A.M.A.P. racconta...

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Relazione conclusiva dell’attività del C.A.M.A.P.
31 marzo 2007

Prima di illustrare le attività svolte dal C.A.M.A.P., permettetemi di fare qualche annotazione di carattere personale: cosa vuol dire avere fatto parte del direttivo.
Siamo undici persone sparpagliate su quasi tutta la Regione, che nella vita quotidiana hanno già, come tutti voi, mille impegni: casa, famiglia, lavoro, associazione, gruppi….
Spesso il ritagliare del tempo per operare attivamente all’interno del C.A.M.A.P. è risultato faticoso: è stato un vero e proprio sacrificio!
Alcune volte per alcune persone, per un determinato tempo e stato quasi impossibile avere della disponibilità per il C.A.M.A.P. Quello però che ognuno di noi ha dato è stato fatto con slancio e senza particolari interessi. Abbiamo tutti creduto in un’idea e lavorato sodo per realizzarla.

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Linee Guida

Il Comitato nasce dalla presa di coscienza che sul territorio Piemontese risultavano attivi numerosi gruppi di auto-mutuo-aiuto che costituiscono oggi, a tutti gli effetti, una importante risorsa per il sistema formale ed informale del lavoro sociale.
Con il termine auto-mutuo-aiuto si fa riferimento a una metodologia di intervento sociale che non si riferisce solo ad un metodo di conduzione di gruppi, ma si traduce in una particolare filosofia di vita e per questo motivo dimostra essere una risorsa flessibile tanto da poter essere applicata ad una molteplicità di realtà ed esigenze diverse.
Si può auspicare che lo stile operativo A.M.A. venga allargato alla conduzione stessa dei “Servizi”.

Definizione di Coordinamento: una rappresentanza democratica capace di raccogliere, con tutta la flessibilità necessaria, le diverse, molteplici e variegate esperienze nate nello spirito dell’A.M.A.
Ogni realtà che partecipa al Coordinamento sarà autonoma e si riconoscerà nelle sue diversità.

Competenza A.M.A. e Comunità Locale: il C.A.M.A.P. poteva scegliere di far crescere la comunicazione, già in parte esistente e quant’altro, tra i gruppi che operano nello stesso ambito di intervento.
Ha scelto invece di dare primaria importanza al territorio, promuovendo la competenza A.M.A. nella comunità locale e di riflesso in quella più ampia di tutta la Regione Piemonte.
Competenza A.M.A. vuol dire:
- conoscenza dei gruppi di quel territorio
- scambio di esperienza e collaborazione tra gruppi
- acquisire visibilità verso tutta la popolazione
- integrazione tra le istituzioni, i gruppi A.M.A. e il Terzo Settore
- possibilità maggiore di reperire risorse
- incidere sulle politiche locali.

Si riporta infine l’affermazione pronunciata dall’Assessore al Welfare della Regione Piemonte, Angela  Migliasso, nel Convegno Regionale promosso dal C.A.M.A.P. il 17 settembre 2005 dal titolo “l’auto mutuo aiuto per l’auto mutuo aiuto”:
“….un coordinamento A.M.A. Regionale, al di fuori di pesi e bilancini, darà una grossa mano a voi stessi e faciliterà il rapporto con le Istituzioni, soprattutto oggi che le politiche sociali sono molto complesse: tutto questo è molto importante sia per voi che per noi…..”

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Attività svolta

Abbiamo cercato, prima di tutto, di dare un ordine alle finalità per cui è esistito il C.A.M.A.P. non dimenticandoci che la principale e stata quella di dare vita a un Coordinamento Regionale il più possibile rappresentativo e partecipato.

  1. conoscere la realtà Piemontese:
    - la sua natura, il suo essere
    - come vivono e operano i gruppi ed i loro bisogni
    - le possibili strategie d’intervento
  2. promuovere un’apertura del C.A.M.A.P verso il territorio raccogliendo quegli stimoli che il   territorio stesso ci faceva pervenire. Non è stata quindi un’azione programmata, ma si è esplicata in base alle esigenze che man mano affioravano. Si è rilevato che gli stimoli provenienti da diverse realtà territoriali erano in sintonia con le linee programmatiche del C.A.M.A.P.
  3. farsi conoscere da quelle strutture pubbliche e private indispensabili per raggiungere gli obiettivi di cui sopra. Abbiamo pertanto elaborato un documento programmatico o meglio un nostro progetto da presentare il primis alla Regione individuata come interlocutore principale.
  4. contatti diretti del C.A.M.A.P. con le varie realtà territoriali
    Gli incontri con il territorio hanno preso vita dopo il seminario del 17 settembre 2005.
    In ogni Provincia fatta eccezione Verbania – Cusio – Valle Ossola, la nostra presenza è avvenuta tramite contatti:
    - epistolari
    - personali
    - telefonici
    sempre in occasione di qualche evento specifico o per particolari esigenze

Penso di poter affermare che la presenza del C.A.M.A.P. è stata ovunque percepita e questo obiettivo è stato fortemente voluto e perseguito.

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La ricerca

Il C.A.M.A.P. ha messo in atto una ricerca su tutto il territorio piemontese relativa alla realtà dei gruppi A.M.A.

Questa ricerca non intende essere un puro censimento delle realtà A.M.A., ma vuole costituire una verifica della reale incidenza dei gruppi nei singoli poli territoriali e nella realtà Piemontese nel suo complesso.

La ricerca è stata volta al rilevamento e all’analisi:

- dei singoli gruppi e delle associazioni operanti
- degli ambiti di attività
- delle modalità operative
- dei rapporti tra i gruppi con il C.A.M.A.P.

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Reperimento dei fondi per realizzare la ricerca:

il Direttivo ha scelto di avvalersi del Coordinamento Piemontese dei Centri di Servizio per il Volontariato. I contatti con detto Coordinamento sono stati costanti nel tempo e direi che si sono vissuti con particolare ansia quei momenti in cui l’iter della ricerca sembrava stagnare.
Mi pare giusto sottolineare due momenti importanti che hanno dato nuovo slancio a questa ricerca Regionale:

  • a maggio 2005 il Convegno di Novara in cui è stata presentata la ricerca promossa dal Centro di Servizi di detta Provincia
  • a ottobre 2005 un incontro a Novara in cui sono state definite le strategie della ricerca stessa.
  • Al Gruppo Polis ( Società Coop. a.r.l. Organizzazione per la ricerca sociale ed economica) viene affidata la realizzazione della ricerca, che si è svolta attraverso le seguenti fasi:
  • Fase 1: costruzione di un gruppo progetto costituito da ricercatori del Gruppo Polis e rappresentanti del C.A.M.A.P. con funzione di condivisione dell’impianto di ricerca, monitoraggio delle singole fasi e programmazione di quelle successive.
  • Fase 2: individuazione dei gruppi a.m.a. attivi sul territorio Provinciale al fine di produrre una mappatura del fenomeno. Si pensa di utilizzare gli elenchi delle associazioni di volontariato e quelli in possesso del C.A.M.A.P. e di interpellare i responsabili di strutture pubbliche, private e del terzo settore in qualità di testimoni privilegiati.
  • Fase 3: rilevazione del fenomeno. Per ogni gruppo a.m.a. è stato rilevato il numero dei partecipanti, le modalità organizzative, i rapporti con la rete locale (ASL. Sert, Servizi Sociali..), le scelte promozionali, la percezione dell’impatto sul territorio e dei risultati raggiunti, la connessione con altri gruppi a.m.a. locali, regionali o nazionali e con il C.A.M.A.P.

Attualmente siamo in trattativa con il Coordinamento dei Centri di Servizio Piemontesi per la realizzazione di un Convegno Regionale per la presentazione dei risultati della ricerca, la pubblicazione della mappatura e il relativo commento.

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I poli territoriali A.M.A.

I contatti diretti del C.A.M.A.P. con le varie realtà territoriali e la ricerca nel suo complesso hanno favorito la creazione dei POLI  territoriali A.M.A. intesi come un insieme di gruppi e/o di associazioni che operano in un territorio definito, avendo come finalità comune la promozione e la pratica dell’auto mutuo aiuto.

Il polo territoriale A.M.A. si individua per:
- area geografica delimitata
- vicinanza chilometrica
- comunicazioni stradali non difficoltose
- mass media comuni ( bollettini informativi, giornali locali, radio…)
- culture di appartenenza simili e facilmente integrabili

Il riferimento cardine per i POLI territoriali A.M.A. rimane, fatte salve alcune eccezioni, la Provincia di appartenenza.
Per la Città di Torino si ipotizza la suddivisione della Città stessa in aree omogenee.

Le finalità della costituzione dei POLI territoriali A.M.A. sono:

- la messa in rete delle diverse realtà A.M.A.
- la promozione della comunicazione orizzontale tra gruppi
- la maggior efficacia nelle proposte e nei progetti
- più visibilità e accessibilità ai gruppi da partedella cittadinanza
- diventare punto di riferimento per il C.A.M.A.P. e quindi per il Coordinamento

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Fotografia della situazione attuale dei POLI territoriali A.M.A

Nella Città di Torino già da tempo esiste una rete tra i gruppi A.M.A.
Tale rete ha preso vigore ed è stata orientata verso il C.A.M.A.P. sempre dopo il Convegno del 17 settembre 2005.
Infatti si sono tenuti due incontri specifici in cui si è ampiamente discusso sul futuro del C.A.M.A.P., formulando delle proposte in merito.
Un discorso a parte merita Biella dove si è assistito ad un movimento di aggregazione dei gruppi A.M.A. in cui il C.A.M.A.P., tramite Roberto, ha avuto un ruolo determinante.
Ne è la prova il Convegno svoltosi a febbraio 2006.
Tutto questo fermento ha dato vita a un “tavolo dei gruppi A.M.A.” con tanto di Carta d’Intenti e di Regolamento, a cui aderisce anche l’Ente Pubblico, sia l’ASL, sia il Consorzio Socio-Assistenziale.
Questo per il direttivo è stata l’attuazione concreta dei POLI territoriali A.M.A.
Penso che l’esperienza di Biella debba essere presa nella dovuta considerazione e possa essere proposta con adeguati accorgimenti, ad altri POLI territoriali A.M.A.
Anche a Novara la situazione è specifica in quanto la ricerca ultimata dal C.S.V. locale ha determinato una conoscenza approfondita tra i gruppi e un collegamento diretto con il C.A.M.A.P.
Altra considerazione vitale è che gli incontri trai gruppi A.M.A. hanno preso vita dopo il Convegno locale di maggio 2005 e il successivo corso di formazione promosso e finanziato dal locale C.S.V.
Anche questa esperienza di Novara può essere di esempio per altri POLI  territoriali.
La provincia di Cuneo presenta un ricchezza di gruppi A.M.A. Non si può non citare alcune realtà significative e specifiche:

  • i CAT e le associazioni ACAT sparse su tutto il territorio e tra loro ben organizzate che operano sul settore delle dipendenze da alcool
  • i gruppi A.M.A. che fanno riferimento al più ampio progetto denominato “Palestra di vita” che operano nel settore Anziani
  • alcuni gruppi promossi dal Consorzio Socio-Assistenziale di Bra che affrontano problematiche inerenti alla vita quotidiana : gravidanza, maternità….
  • alcune associazioni molto vivaci ed impegnate nel nostro settore come il Cerchio, la Cordata, la Granda A.M.A.

Manca ancora un vero e proprio collegamento tra queste molteplici realtà

Nella Provincia di Vercelli vi sono diverse realtà molto giovani promosse dall’ente pubblico che meritano una particolare attenzione nel cammino che stanno intraprendendo per giungere ad una giusta configurazione. Ci sono peraltro alcune esperienze già consolidate.
Penso che il C.A.M.A.P. possa svolgere una funzione di supporto molto utile

Nella Provincia di Alessandria ci sono vivi fermenti ed una gran voglia di riconoscimento da parte dell’ente pubblico
Una impellente necessità di scambio, confronto e visibilità sono alcune tematiche che il C.A.M.A.P. deve con loro affrontare

Nella Provincia di Asti invece può essere intrapresa una consistente azione di promozione dei gruppi A.M.A. in relazione a diversi ambiti d’intervento.
Infine la Provincia di Torino dove sono presenti circa 200 gruppi. A parte quelli che operano ormai da anni negli ambiti più storici come: la dipendenza da alcool, le tossicodipendenze, la psichiatria, l’handicap, le donne in difficoltà, ricordiamo la Casa dell’A.M.A. di Torino al quale aderiscono oltre ai succitati, anche gruppi sulle nuove dipendenze ad. esempio quelle da gioco compulsivo, quelle affettive e sessuali che oggi non sono presenti perché  per loro regolamento non possono aderire ad altre associazioni, ma che sono parte integrante del lavoro di rete. A Torino esiste già una struttura logistica di segreteria e orientamento per i gruppi che potrebbe essere di aiuto e sostegno al nuovo Coordinamento almeno nelle fasi iniziali.
L’associazione a.m.a. di Pinerolo ha formulato con il nuovo progetto della Casa dell’auto-mutuo-aiuto, nella Città di Ivrea opera l’Associazione GRAMA.

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Creazione di momenti salienti d’incontro

Il seminario del 17 settembre 2005 da titolo l’auto mutuo aiuto per l’auto mutuo aiuto ha richiesto lunga fatica per:

  • il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Torino, del Comune di Torino
  • la scelta dei relatori
  • l’organizzazione della giornata
  • la pubblicazione del seminario
  • gli atti

Penso di poter affermare che tutte le operazioni sono state “azzeccate” e che questo è stato l’evento più significativo.

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Incontro regionale dei POLI A.M.A. del 17 dicembre 2005

Anche se in tono minore, l’incontro regionale del POLI A.M.A. è stato, a mio avviso un momento significativo e determinante sia perché rappresentava una continuità con il seminario di settembre, sia perché ha consentito di concludere l’attività del C.A.M.A.P. del 2005 in maniera positiva.
C’è stata una minore partecipazione, ma questo era insito nella nature stessa dell’incontro.

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Assemblea straordinaria dei soci

A margine dell’incontro del 17 dicembre 2005 si è svolta l’assemblea straordinaria, convocata per la modifica delle statuto in relazione alla durata del Comitato stesso. Con il 31 dicembre 2005 il C.A.M.A.P. doveva cessare di esistere per dare vita al Coordinamento Regionale.

Si è richiesto ai soci un prolungamento della scadenza in considerazione del fatto che:

  • la ricerca sui gruppi A.M.A. prendeva avvio solo nel 2006
  • non si era ancora approfondita adeguatamente la nuova configurazione giuridica del Coordinamento Regionale
  • era inoltre necessario un coinvolgimento maggiore delle varie realtà territoriali

Mi sembra ancora doveroso segnalare il già citato Convegno di Novara del maggio 2005 e quello di Biella del febbraio 2006.
E vorrei altresì accennare agli incontri che si sono svolti in ogni Provincia, fatta eccezione di quello di Verbania Cusio – Ossola, nei mesi di dicembre 2006 e gennaio, febbraio, marzo 2007.
Segnalo inoltre alcune iniziative specifiche che hanno avuto come obiettivo la promozione e la visibilità del C.A.M.A.P. tramite mass media locali.
In occasione del seminario del 19 settembre 2005 due televisioni locali hanno ripreso e poi mandato in onda una sintesi dello stesso.
Più ampia e approfondita è statala partecipazione ad una trasmissione all’interno di una serie di puntate su Rete 7 da titolo “Pegaso: un viaggio nel sociale” che hanno trattato vari temi legati a specifiche problematiche sociali.

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Coordinamento nazionale A.M.A.

La partecipazione agli incontri del Coordinamento Nazionale A.M.A. a Bologna è stata costante e significativa, come altrettanto rilevante è stata la nostra partecipazione al Convegno di Ravenna del febbraio 2006.
L’impegno profuso in questo settore ha favorito la scelta di Torino come Città ospitante il Convegno Nazionale del 2008..
Una particolare menzione deve essere fatta alla Commissione che ha elaborato la bozza  dello Statuto del costituendo Coordinamento Regionale.
Per formulare questa proposta ci siamo confrontati con diversi interlocutori pubblici e privati          ( Regione, Centri di servizi per il Volontariato, Associazioni, ecc….) che di volta in volta ci hanno aiutato a capire, senza però riuscire a trovare una soluzione ottimale.

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Conclusioni e alcune osservazioni personali

Le realtà di auto-aiuto, di auto-mutuo-aiuto e delle Comunità Multifamigliari nella nostra Regione sono un mondo che c’è, è vivo ed è in fermento. A qualche zona d’ombra fanno da contrasto le forti vampate spesso alimentate dall’Ente Pubblico.
Voglio citare il Settore delle Politiche Sociali del Comune di Vercelli, il Consorzio Socio-Assistenziale di Bra, il Comune di Torino……
Si sente però la necessità di un organismo che traghetti questi fermenti nel loro proprio alveo, quello del volontariato.
Questo è certamente un compito del nuovo Coordinamento che deve operare in conformità  delle necessità specifiche di questo territorio, di questa Comunità Locale.
Un’altra sensazione molto viva e palpitante che si riscontra è la fatica,la solitudine dei facilitatori.
Molti sono andati a Trento e a Firenze per la formazione, poi hanno fatto nascere il gruppi.
Alcuni sono tornati a Trento e a Firenze per avere un confronto con altri facilitatori e una conferma del loro operato.
Mi sembra che noi in Piemonte si soffra un pò di un complesso d’inferiorità che non ci permette di valorizzare i nostri corsi di formazione o meglio, questi non sono ancora un punto di riferimento per i volontari e i facilitatori della nostra Regione. Eppure sono state fatte esperienze formative di qualità che non hanno niente da invidiare a Trento e a Firenze.
Questo penso sia una delle lacune su cui bisogna in futuro lavorare per facilitare i nostri gruppi e rendere il Piemonte un vero e prezioso interlocutore a livello Nazionale.


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